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martedì 9 ottobre 2012

Irex: rinnovabili boom nei paesi emergenti, ma per gli investimenti guida l'Europa


IREX: RINNOVABILI BOOM NEI PAESI EMERGENTI

MA PER GLI INVESTIMENTI GUIDA L'EUROPA

Il ministro Clini: "La crescita verde del Paese legata a uno sbocco internazionale. Nel decreto sviluppo 500 milioni per l'occupazione nella green economy". Energie green sempre più global: l'Europa guida il mercato con il 45,1% degli investimenti ma è boom in Cina, India, Sudamerica e Sudafrica. Sono 572 le operazioni dei 50 top player mappate in tutto il mondo, di cui quasi il 20% nei paesi emergenti, dall'Irex International Report di Althesys presentato oggi a Roma.

Roma, 9 ottobre 2012

Cina, India, Sudamerica e Sudafrica: cambia la geografia delle energie rinnovabili, con i paesi emergenti che nel 2011 sono riusciti ad attrarre il 19,4% delle operazioni dei 50 maggiori gruppi mondiali. E il valore è destinato ad aumentare.

L'Europa resta leader con il 45,1% degli investimenti seguita dagli Stati Uniti ma il mercato cinese – già primo nell'eolico – inizia a puntare forte anche sul fotovoltaico: per fatturato, due delle prime tre posizioni dello scacchiere solare internazionale sono occupate da aziende del gigante asiatico.

E i player italiani? Sono in grado di cogliere le nuove opportunità, con Enel Green Power che siede al tavolo delle "Top 50" mondiali e le aziende più piccole che puntano all'estero.

"La crescita verde del nostro Paese non può essere slegata da uno sbocco internazionale", ha detto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, commentando i dati della ricerca. "Fino ad oggi, in Italia, è mancata una visione di sistema ma come ministero abbiamo già avuto incontri internazionali per proporre un modello Italia, che permetta di promuovere le nostre tecnologie anche nei mercati della Cina e del Brasile e inoltre ho saputo ieri sera che nel decreto sviluppo sono previsti 500 milioni per l'occupazione nella green economy".

Quali i dati contenuti nell'IREX International Report di Althesys?Lo studio (dal titolo "The strategies of the 50 leading companies in the global renewable industry) è stato presentato oggi a Roma nella sede del Gse e verrà illustrato a Bruxelles martedì 16 ottobre presso la Commissione Ue.

NEL MONDO 63,2 GIGAWATT VERDI. IL TESTA A TESTA SOLE-VENTO

Nel 2011 le cinquanta aziende top delle energie rinnovabili hanno effettuato 572 operazioni in tutto il mondo per 63,2 gigawatt e un business da 69,3 miliardi di dollari. L'eolico è ancora la prima tecnologia, con il 46,3% delle operazioni davanti al fotovoltaico a quota 40,2%. Ma, se si considera l'intero universo dei player mondiali – e non solo i "Top 50" – per il secondo anno consecutivo il business dell'energia del sole batte quello del vento.

Guardando ancora alle "Top 50", l'Irex International Report individua come più promettenti tra le nuove tecnologie l'eolico offshore (6,7% delle operazioni) e il solare a concentrazione (4,6%). Un minor peso continuano ad avere le biomasse e l'energia da rifiuti (0,9%), l'energia dalle maree (0,9%) e il geotermico (0,4%).

Le operazioni prevalenti sono la costruzione di nuovi impianti (37,9%), seguite da quelle finanziarie – come fusioni, acquisizioni, joint venture e partnership – che hanno pesato per il 16,9%.

Le società analizzate impiegano più di 350mila addetti in tutto il mondo, circa il 15,4% del totale.

"Il settore delle rinnovabili, anche italiane, è sempre più internazionale – conferma Alessandro Marangoni, ceo di Althesys e capo del team di ricerca – con alcuni top player che hanno fatto da apripista. Nel 2011 anche società di dimensioni più ridotte hanno realizzato una parte cospicua del proprio fatturato all'estero. Tra i molti trend della nostra analisi – prosegue Marangoni – due emergono con forza: il settore continua a essere redditizio per le utility, mentre i costruttori di tecnologia pagano la crisi e la guerra dei prezzi".

Infatti, per un campione di cinque imprese attive sia nelle rinnovabili che nelle energie tradizionali (Abengoa, Dong, Eon, Rwe e Vattenfall) l'ebitda medio per le prime vola al 62,7%, contro il 19,4% complessivo.

"In Italia - ha dichiarato l'Amministratore delegato di Enel Green Power, Francesco Starace - si riuscirà probabilmente a raggiungere l'obiettivo europeo in termini di generazione da Fonti Rinnovabili senza ricorrere ad importazione dall'estero, se si manterrà un adeguato tasso di crescita, anche in presenza di una riduzione degli incentivi. Abbiamo concentrato la nostra attenzione sui migliori progetti, in grado di sopravvivere a un clima più severo".

D'accordo col ministro Clini è Piero Manzoni, Amministratore delegato di Falck Renewables, " Il business delle rinnovabili in Italia nasce principalmente come capacità di assemblare attività di terzi attraverso una logica finanziaria. Ora tutti devono voltare pagina e estrarre valore industriale vero, ottimizzando gli asset esistenti e facendo innovazione sui processi produttivi".

Per maggiori informazioni, approfondimenti e interviste

ufficio stampa Althesys

02.33610690; press@althesys.com ; www.althesys.com


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