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sabato 1 ottobre 2016

YOU E LIFEGATE: PRESENTAZIONE OSSERVATORIO NAZIONALE SULLO STILE DI VITA SOSTENIBILE

YOU, la prima linea di detergenti 100% sana e vegetale, è lieta di annunciare l'evento di presentazione dei risultati del 2° osservatorio Nazionale sullo Stile di vita sostenibile realizzato da Lifegate.

Che cosa vuol dire stile di vita sostenibile?

E' un tema sentito o solo una moda del momento?

Scopritelo insieme all'azienda produttrice di detergenti e al media network punto di riferimento per la sostenibilità in Italia


Lunedì 10 Ottobre dalle 17:30 alle 21:00
presso lo Spazio Theca Piazza Castello, 5 Milano (MM Cairoli).




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Fiumi piemontesi senz’acqua, Legambiente: “La Regione cancelli deroghe anacronistiche”


Deflusso Minimo Vitale, una deroga del 2007 autorizza prelievi maggiorati nel periodo estivo


Alla fine di una stagione estiva che ancora una volta ha visto i corsi d'acqua del Piemonte versare in uno stato di criticità ecologica, con situazioni di asciutta totale in interi tratti di fiume, Legambiente si rivolge alla Regione per mettere la parola fine alla deroga che dal 2007 permette alle captazioni irrigue di rispettare soltanto per un terzo le norme sul Deflusso Minimo Vitale.

"Chiediamo alla Regione di cancellare al più presto la deroga anacronistica che prevede l'applicazione nel periodo estivo di un deflusso minimo vitale ridotto a un terzo del valore standard. A nostro parere è totalmente immotivato il perdurare di tale deroga originariamente prevista solo 'nelle more del completamento delle azioni volte al riequilibrio del bilancio idrico', ed è quindi necessaria e urgente la modifica dell'articolo 9 del regolamento regionale –dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta-. Per evitare di dover assistere anche la prossima estate al triste spettacolo dei nostri fiumi in secca chiediamo alla Regione di fare la sua parte avviando un ragionamento ampio sulla qualità dei fiumi: è infatti necessario un rafforzamento dei controlli sulle captazioni idriche e sul rispetto del deflusso minimo vitale, così come sarebbero da incrementare i misuratori di portata sulle prese d'acqua".

Le criticità quest'estate hanno interessato non solo i torrenti minori ma addirittura il Po e i suoi principali affluenti che sono diventati per diversi mesi delle pietraie senza una sola goccia di acqua. E' il caso del Po a Revello (Cn), del Sangone a Rivalta (To), del Chisone a Garzigliana (To) e del Pellice a Campiglione (To), solo per fare alcuni esempi delle tante segnalazioni peraltro già riscontrate negli anni scorsi. La principale causa di questa situazione va ricercata nell'eccesso di derivazioni irrigue che, sommate al prelievo per le centraline idroelettriche, portano il sistema idrografico piemontese vicino al collasso ambientale e al peggioramento della qualità dell'acqua per mancanza di autodepurazione. Succede così, ad esempio, che per tutta l'estate a Torino non sia arrivato un goccio d'acqua del Monviso, ma soltanto quella che sgorga da qualche risorgiva e da qualche scolo fognario. E non arriva nemmeno l'acqua delle montagne che generano gli affluenti che dovrebbero alimentare il Po a monte del capoluogo.

Legambiente con una lettera rivolta al presidente Sergio Chiamparino e agli assessori all'Ambiente Alberto Valmaggia e all'Agricoltura Giorgio Ferrero chiede dunque di modificare con DGR l'articolo 9 (Deroghe) del Regolamento della Regione Piemonte del 17 luglio 2007, n. 8/R che prevede che: "Nelle more del completamento delle azioni volte al riequilibrio del bilancio idrico, nei tratti dei corsi d'acqua di cui all'allegato B su cui incidono rilevanti prelievi irrigui e caratterizzati da ricorrenti deficit idrici stagionali, alle derivazioni ad uso agricolo destinate all'irrigazione e limitatamente al periodo di massima idroesigenza si applica un DMV ridotto a un terzo del valore calcolato ai sensi dell'articolo 4. La deroga è estesa, limitatamente allo stesso periodo, alle altre utilizzazioni collocate sulla medesima asta fluviale a valle dell'ultima utenza irrigua".





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RATIFICA UE DELL’ACCORDO DI PARIGI, GREENPEACE: «MOSSA POSITIVA MA IN RITARDO, ORA OCCORRONO PIÙ AMBIZIONI»

Greenpeace accoglie con favore la decisione dell'Ue di ratificare l'accordo sul clima di Parigi. Sebbene la ratifica formale da parte di tutte le istituzioni europee necessiti di una o due settimane, è ormai quasi certo che questo storico accordo entrerà in vigore a meno di un anno dalla sua adozione, avvenuta nel dicembre 2015 durante la COP21.

«Anche se in ritardo rispetto a molti altri Paesi, come ad esempio Stati Uniti e Cina, l'Unione europea si accinge a ratificare in tempo utile per poter prendere parte al tavolo dove si decideranno le modalità di implementazione dell'accordo», commenta Luca Iacoboni, responsabile campagna Clima ed Energia di Greenpeace Italia.

L'Ue deve dimostrare ora molta più ambizione e innalzare i propri obiettivi per il 2030 in fatto di clima già al primo bilancio globale nel 2018. Quanto proposto finora in Europa è decisamente insufficiente, e l'Unione europea non avrà alcuna credibilità nel dettare le regole se i propri impegni di riduzione di gas serra rimarranno ben al di sotto di quanto necessario per mantenere l'aumento di temperatura entro 1.5°C.

Anche l'Italia ha annunciato di essere prossima alla ratifica. Il ministro Galletti ha infatti dichiarato che l'argomento sarà presumibilmente discusso durante il CDM della prossima settimana, e ha aggiunto che si attende dunque l'approvazione del Parlamento in "un tempo ragionevole".

«L'Italia deve assolutamente accelerare il processo di ratifica, chiudendo questa procedura entro massimo due settimane», continua Iacoboni. «Ma soprattutto c'è bisogno che alle parole seguano dei fatti concreti, esattamente quanto non è accaduto finora. Nonostante gli annunci, il governo sta infatti ostacolando l'efficienza energetica e le rinnovabili, penalizzando soprattutto i piccoli produttori di energia, a cui invece continua a preferire i giganti dei combustibili fossili», conclude.




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WWF, Domenica 2 ottobre evento speciale all’oasi di Lago Secco ad Accumuli


L'ultima giornata di aperture gratuite delle Oasi WWF per i 50 anni del WWF Italia si arricchisce di un evento speciale. 

Domenica 2 ottobre, giornata di apertura gratuita delle Oasi WWF in tutta Italia, ci sarà un evento speciale in provincia di Rieti, in una delle aree colpite dal sisma del 24 agosto scorso. 

Il WWF ha organizzato una visita guidata all'Oasi WWF di Lago Secco, nel Comune di Accumoli in cui è previsto anche il pranzo presso un agriturismo della zona. 

L'iniziativa, realizzata grazie alla collaborazione dei molti residenti che hanno appoggiato e sostenuto l'Oasi fin dalla sua istituzione, verrà ripetuta anche nelle domeniche successive (compatibilmente con le condizioni meteo) per dare un segnale di costante presenza e solidarietà concreta alle persone del luogo.

L'appuntamento è alle ore 10,00 all'uscita di Accumoli sulla SS Salaria, km 141, direzione Illica. L'escursione (di media difficoltà per 500 metri di dislivello) partirà alle 10,30 e raggiungerà sia Lago Secco (1540 metri sul livello del mare), sorgente Agro Nero e Lago della Selva, con possibilità di osservazione delle particolarità faunistiche e floristiche dell'area. Alle ore 14 pranzo con prodotti locali presso un agriturismo della zona

Lago Secco. Il laghetto insieme al vicino Lago della Selva, nel territorio di Accumoli, erano noti al WWF perché stazioni importanti per alcune specie animali e vegetali relitte dall'epoca delle glaciazioni quaternarie. 

In particolare, l'attenzione ricadde su due specie di anfibi, tritone alpestre e rana temporaria. Negli anni '80, l'area era minacciata dal taglio della faggeta circostante, dall'apertura di una strada e da altre attività speculative, che avrebbero stravolto il volto del paesaggio che li ospitava. 

Il WWF acquistò una parte del Lago Secco e sia come Associazione che come proprietario presidiò l'area e ne fece un'Oasi. Che poi venne inglobata nel perimetro del parco nazionale del Gran Sasso-Monti delle Laga

"Domenica è la prima di una serie di domeniche speciali all'Oasi. Il WWF vuole così essere vicino alla comunità locale colpita dal terremoto, dare un segnale di continuità nonostante il drammatico evento, rilanciare un'idea di sviluppo attraverso la tutela e la corretta valorizzazione del territorio", dichiara Antonio Canu, amministratore Unico di WWF Oasi.

Come arrivare: Da Rieti, SS.4 Salaria per circa 60 km., poi bivio di Accumoli; da qui si prosegue per 9 km fino ad Illica e Poggio d'Api.
Il sito web dell'Oasi di Lago Secco
www.wwf.it/oasi/lazio/lago_secco 

Roma, 01 ottobre 2016






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WWF: E' NATA L'OASI D'AUTORE IN CITTA' - DOMENICA 2 OTTOBRE INVITO A VISITARE QUELLE 'IN NATURA'


"Domenica 2 ottobre ultima domenica di apertura gratuita delle Oasi WWF per celebrare i 50 anni del WWF Italia"

Da oggi gli animali salvati dalle Oasi del WWF faranno compagnia agli studenti dell'Istituto "Sacchetto" sui muri del quale, grazie allo Street Artist Moby Dick e al WWF che ha deciso di regalare un'Oasi d'Autore alla città di Roma. 
L'Oasi d'Autore è una delle iniziative legate alla campagna di aperture straordinaria delle oasi WWF in occasione del cinquantesimo anniversario dalla fondazione dell'Associazione in Italia che si concluderà domenica 2 ottobre. 
L'artista ha riprodotto la ricchezza degli animali simbolo, lontre, istrici, cavalieri d'Italia, tassi, che il WWF, proprio grazie a più di 100 oasi sparse sul territorio italiano è riuscito a salvare dalla caccia e dal bracconaggio. 
Oggi gli oltre 250 studenti dell'Istituto Sacchetto sono stati coinvolti in un approfondimento sul valore della biodiversità e della natura e grazie al racconto dei responsabili di WWF Oasi e delle Guardie del WWF hanno potuto toccare con mano il lavoro che il WWF ogni giorno compie per preservarlo. 
L'iniziativa è stata patrocinata dal XIV Municipio di Roma Capitale.

Oltre all'Oasi d'Autore, però, ci sono anche quelle vere, le Oasi del WWF che domenica 2 ottobre aspettano tutti gli italiani per visite e iniziative guidate all'interno di veri e propri capolavori di natura.

Cosa succede nelle Oasi del WWF domenica 2 ottobre?

Cominciamo dal Nord. A Le Bine (Mn) i visitatori saranno "Naturalisti per un giorno" potranno registrare i loro avvistamenti su una piattaforma online, liberamente accessibile che consente la registrazione e condivisione di proprie foto e osservazioni naturalistiche: iNaturalist. 

All'Oasi Dune degli Alberoni (Venezia Lido) grazie alla collaborazione con l'Associazione Radioamatori Italiani, Sezione di Venezia, che quest' anno compie il suo 70° anno di attività, l'Oasi WWF Dune degli Alberoni sarà "on air" dalle 9.00 alle 16.00 in contatto con gli appassionati di radio e non solo tutto il mondo.
A Vanzago (Mi) sarà l'occasione per conoscere le attività del Centro Recupero WWF. 
A Valmanera (Asti) con l'aiuto dei volontari LIPU e WWF verrà realizzato un laboratorio aperto a tutti (bambini compresi) durante il quale i partecipanti potranno imparare a costruire mangiatoie in legno e materiali di recupero, da installare in giardino o sul balcone. 
Si parlerà anche delle migrazioni degli uccelli come anche all'Oasi dei Ghirardi, nell'Appennino parmense. 
Nell'Oasi di Golena di Panarella, nel Delta del Po, liberazione di fauna selvatica. Nell'Oasi di Ca' Brigida in provincia di Rimini, un giorno da volontario con l'iniziativa "Bosco Pulito", poi laboratori creativi per bambini sul riciclo e riuso, cena a lume di candela. 
Nell'Oasi Padule Orti Bottagone (Li) giornata dedicata all'avifauna, con iniziative per birdwatchers e fotografi ma anche approfondimenti sul tema del bracconaggio

Logo del WWFCentro. In Toscana, Oasi della Laguna di Orbetello mattinata dedicata alla fotografia naturalistica con apertura speciale alle ore 8,30 per i fotografi che andranno posizionarsi negli appositi capanni. 
Nell'Oasi di Burano (Gr) stand sulle attività didattiche che si svolgono nell'Oasi e della Polizia Provinciale sul bracconaggio e viglilanza ambientale. 
In Abruzzo sarà Oasi WWF per un giorno anche la Riserva regionale del Borsacchio a Roseto (Teramo), mentre all'Oasi Lago di Penne apertura al pubblico dei laboratori di Arazzeria e Tessitura, con dimostrazioni da parte delle tessitrici locali. 
Alle Gole del Sagittario (Aq) programma per bambini, Storie di alberi lettura ad alta voce e Laboratorio didattico e artistico per bambini a cura del Cea Gole del Sagittario e Coop Sociale Daphne. 
Infine liberazione di alcuni animali curati presso il Centro di Recupero della Fauna Selvatica di Pescara. 
In Umbria, Lago di Alviano, dopo le visite guidate mattutine è previsto un campionamento di macroinvertebrati in uno stagno didattico e grazie ad un microscopio da campo conosceremo il micromondo delle zone umide. 
Vicino Roma all'Oasi di Macchiagrande grande concorso fotografico aperto a tutti per festeggiare i 30 anni dell'Oasi. 
Tre foto selezionate dalla giuria tecnica, tre foto scelte tra quelle più votate dal pubblico saranno pubblicate sul portale e sui social del WWF, sui portali e sui magazine online di Canon Club Italia, Nikon Club Italia e Domiad.it
Sud. In Campania evento centrale all'Oasi di Persano (Sa), regno della lontra, dove verrà svolta attività di inanellamento, si parlerà di bracconaggio grazie alla presenza delle Guardie volontarie del WWF Italia, poi degustazione di prodotti tipici, mercatino biologico e visite guidate per i ragazzi al Paleovillage, la ricostruzione fedele di un villaggio del Paleolitico. 
A Torre Guaceto (Brinidisi) ciclotrekking nella parte interna della riserva, yoga sotto gli uliveti, visita guidata nel museo, laboratori di educazione ambientale. 
Infine laboratori per ragazzi anche a Monte Arcosu, in provincia di Cagliari, liberazione fauna selvatica. In Calabria, nell'Oasi del Lago Angitola, piccola degustazione di prodotti vegani, pane e olio d'oliva offerti da azienda locale, prodotti a Km 0 e di stagione. Nel pomeriggio concerto sul lago del quintetto di fiati " Odissea".  
Nella riserva siciliana di Lago Preola attività di animazione per bambini e degustazioni di prodotti a km 0 delle aziende locali. In tutte le Oasi aperte visite guidate gratuite.


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Auto elettriche alimentate col lavoro minorile? Una nuova ricerca di Amnesty International

Alla vigilia del Motor Show di Parigi, dove verranno presentati alcuni nuovi modelli, Amnesty International ha sollecitato i principali produttori di auto elettriche a informare i consumatori sulle verifiche che stanno facendo per assicurare che la catena di rifornimento non si basi sul lavoro minorile e a rendere note le loro conclusioni.

General Motors (GM), Renault-Nissan e Tesla non hanno comunicato quali misure abbiano adottato per assicurare che il cobalto estratto nella Repubblica Democratica del Congo da bambini anche di soli sette anni non sia usato nelle batterie che alimentano le loro auto elettriche.

"Le auto elettriche potrebbero non essere così pulite come si pensa. I consumatori devono avere la certezza che le loro auto verdi non siano collegate alla miseria del lavoro minorile. I frequentatori del Motor Show di Parigi comprerebbero un'auto se sapessero che è costata l'infanzia di qualcuno?" – ha dichiarato Mark Dummett, ricercatore di Amnesty International su imprese e diritti umani.

"Dalle ricerche di Amnesty International emerge un sostanziale rischio che il cobalto estratto dai bambini finisca nelle batterie delle auto elettriche. Siccome questi veicoli vengono presentati come una scelta etica per automobilisti consapevoli dal punto di vista ecologico e sociale, le aziende che li producono devono chiarire e dimostrare che agiscono con diligenza nel procurarsi i materiali con cui li fabbricano" – ha proseguito Dummett.

Il cobalto è un componente fondamentale delle batterie al litio che alimentano le auto elettriche. Più della metà delle riserve mondiali di cobalto si trova nella Repubblica Democratica del Congo, dove si calcola il 20 per cento sia estratto a mano.

In un rapporto diffuso nel gennaio 2016, intitolato "Ecco ciò per cui moriamo", Amnesty International aveva denunciato che bambini anche di soli sette anni lavorano in condizioni terribili nelle miniere artigianali di cobalto del sud del paese, senza la minima protezione, anche 12 ore al giorno per uno o due dollari, rischiando fortemente di perdere la vita in incidenti mortali (80 casi tra settembre 2014 e dicembre 2015) e di contrarre malattie a lungo termine ai polmoni.

Il rapporto citava i dati dell'Unicef secondo i quali nel 2014 circa 40.000 bambini lavoravano nelle miniere della Repubblica Democratica del Congo, la maggior parte dei quali estraendo cobalto.

Le nuove ricerche sulla catena dei fornitori per le auto elettriche

Le ricerche di Amnesty International rese pubbliche alla vigilia del Motor Show di Parigi hanno identificato cinque aziende automobilistiche a rischio. Da fonti giornalistiche e/o comunicati stampa aziendali, è emerso che il produttore sud-coreano LG Chem fornisce batterie alla General Motors per la Chevrolet Volt, alla Renault-Nissan per i modelli Twizy e Zoe e alla Tesla per la nuova versione del modello Roadster.

Un'altra compagnia sud-coreana, la Samsung SDI, rifornisce la BMW per i modelli i3 EV e i8 HPEV) e la Fiat-Chrysler per la 500 EV. Le due fabbriche automobilistiche lo hanno confermato in forma scritta ad Amnesty International.

Nel suo rapporto del 2016, Amnesty International aveva messo in luce il rischio che altre aziende automobilistiche (tra cui Daimler, Volkswagen e la cinese BYD) stessero usando cobalto proveniente dalle miniere della Repubblica Democratica del Congo, dove non solo i bambini ma anche gli adulti lavorano in condizioni prive di sicurezza.

Il cobalto estratto nella Repubblica Democratica del Congo è acquistato da una compagnia cinese (la Huayou Cobalt) che fornisce componenti per batterie a produttori in Cina e Corea del Sud, tra cui LG Chem e Samsung SDI che a loro volta riforniscono molte delle più importanti aziende automobilistiche del mondo.

Replicando al rapporto di Amnesty International, Daimler aveva dichiarato che non si rifornisce direttamente nella Repubblica Democratica del Congo né da fornitori di quel paese. Volkswagen aveva negato di avere rapporti con la Huayou Cobalt.

Entrambe avevano aggiunto, senza però fornire prove, che si stavano impegnandosi maggiormente per scoprire violazioni dei diritti umani lungo la catena di rifornimento del cobalto. Purtroppo, nessuna delle due aziende ha rivelato l'identità dei suoi fornitori né se abbia valutato l'adeguatezza delle modalità estrattive. La BYD non ha risposto affatto.

BMW e Fiat-Chrysler più sensibili al tema dei diritti umani ma ancora lontane dagli standard internazionali

Rispetto alle nuove ricerche condotte da Amnesty International, General Motors e Tesla non hanno fornito prove su come riescano a identificare e a intervenire su violazioni dei diritti umani nella catena di rifornimento del cobalto, soprattutto in relazione al lavoro minorile. Renault-Nissan si è impegnata a farlo "il più presto possibile" senza fornire ulteriori dettagli.

Al contrario, BMW e Fiat-Chrysler hanno inviato risposte dettagliate, anche se non hanno fornito prove sufficienti sul rispetto, da parte loro, degli standard internazionali in materia di forniture di minerali.

BMW ha dichiarato che analizza la catena di rifornimento del cobalto dal 2013 e che sta lavorando insieme ai fornitori per identificare l'origine dell'estrazione. Non ha tuttavia fatto nomi.

Ha aggiunto che Huayou Cobalt non è un suo fornitore e che ha ricevuto assicurazioni dal suo fornitore effettivo, Samsung SDI, che Huayou Cobalt non fa parte della catena di rifornimento. BMW non ha fornito dettagli su eventuali verifiche indipendenti sulle dichiarazioni della Samsung SDI.

Fiat-Chrysler, che a sua volta acquista batterie dalla Samsung SDI, ha dichiarato che Huayou Cobalt non fa parte dei suoi fornitori e pare anche in questo caso di essersi fidata delle dichiarazioni della Samsung SDI. Ha poi ammesso di non aver attivato un programma per identificare gli estrattori e i raffinatori del cobalto.

Ciò ha portato Amnesty International a concludere che Fiat-Chrysler non è in grado di valutare se il cobalto estratto dai bambini della Repubblica Democratica del Congo entri o meno nella sua catena di rifornimento.

Il settore delle auto elettriche è privo di trasparenza
Secondo le linee guida emanate dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, le aziende che utilizzano cobalto estratto in zone a rischio devono identificare coloro che lo estraggono e coloro che lo raffinano e rendere pubbliche le loro valutazioni se chi lo estrae segua con diligenza le procedure per identificare ed evitare rischi di violazione dei diritti umani.

Nessuna delle aziende produttrici di auto elettriche potrebbe oggi dimostrare che sta rispettando queste linee guida.

Amnesty International pertanto continua a chiedere a tutte le aziende multinazionali che usano batterie al litio di dimostrare che stanno applicando quelle linee guida e di essere trasparenti sui risultati delle loro indagini. È fondamentale che queste aziende rendano pubbliche sufficienti informazioni sulle violazioni dei diritti umani da esse eventualmente riscontrate.

L'azione volontaria non basta. Amnesty International chiede ai governi di approvare leggi che richiedano alle aziende di verificare, e rendere pubbliche le informazioni relative, l'origine delle fonti di minerali e l'identità di chi le rifornisce.

Oggi il mercato globale del cobalto è privo di regole. Il cobalto non rientra nell'elenco statunitense dei "materiali provenienti da zone di conflitto", di cui invece fanno parte l'oro, il coltan, lo stagno e il tungsteno estratti nella Repubblica Democratica del Congo.

In Francia, l'Assemblea nazionale ha approvato una legge che, una volta ottenuto il voto favorevole del Senato a ottobre, obbligherebbe le grandi aziende come la Renault a prevenire violazioni dei diritti umani lungo la catena di rifornimento e stabilirebbe sanzioni per non aver vigilato.

"Si tratta di un grande esempio di come lo stato possa pretendere che le aziende prendano sul serio le questioni relative ai diritti umani e si assumano le loro responsabilità" – ha commentato Dummett.

"Senza una legislazione che renda obbligatoria la due diligence sui diritti umani, le grandi aziende continueranno a evitare l'argomento e a trarre beneficio dal lavoro minorile e da altre violazioni" – ha concluso Dummett.



Il rapporto "Ecco ciò per cui moriamo" del gennaio 2016 è online qui.





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giovedì 29 settembre 2016

Simulare un impianto solare sulla propria casa: Panasonic lancia la prima piattaforma online gratuita che usa Google Maps e calcola costi e risparmio con il semplice inserimento del proprio indirizzo

Il servizio online consente di ottenere una stima personalizzata inserendo poche informazioni: le caratteristiche del tetto che vengono misurate dal software, l'esposizione al sole e il numero di abitanti della casa.


Milano, 29 settembre 2016 — Aiutare i cittadini proprietari di un immobile a saperne di più sull'energia solare. Ecco cosa è riuscita a fare Panasonic

La multinazionale giapponese ha lanciato un nuovo servizio online interattivo che consente di simulare in maniera immediata e gratuita l'installazione sul tetto di pannelli solari. 

La piattaforma si chiama "Simula il tuo impianto solare", utilizza un'applicazione di Google maps e permette di disegnare sull'immagine satellitare l'area di tetto disponibile, calcolando i benefici in termini di risparmio che si possono potenzialmente ottenere.

"Il costo dell'energia elettrica in Italia è tra più alti in Europa, e molti residenti non sono consapevoli della significativa riduzione che sarebbero in grado di ottenere nella propria bolletta grazie all'installazione di un impianto a energia solare" - Ha affermato Daniel Roca, Senior Business Developer di Panasonic – "Per questo motivo siamo davvero entusiasti di essere tra i primi produttori ad aiutare direttamente i proprietari di immobili a saperne di più sui significativi benefici dell'energia solare e sul modo in cui possono avviare il processo di passaggio a questa fonte di energia alternativa".

Come funziona:
"Simula il tuo impianto solare" funziona in maniera molto intuitiva, seguendo alcuni semplici passaggi:
-       Si inserisce l'indirizzo per raggiungere l'abitazione (casa singola o condominio) attraverso un'applicazione di Google Maps;
-       Si delimita con il mouse la parte di tetto disponibile;
-       Si inseriscono le caratteristiche generali del tetto (inclinazione sommaria; esposizione; presenza o meno di zone d'ombra; numero di componenti del nucleo familiare)
-       Si inserisce un indirizzo mail valido a cui saranno mandati i risulati della simulazione;

Solo allora, dati alla mano, gli utenti potranno scegliere di richiedere un preventivo e un appuntamento con un installatore. 

Panasonic lavora nel campo dell'energia solare da oltre 40 anni, con una percentuale di guasti eccezionalmente bassa, inferiori al 0,005%, e con oltre 3,7 milioni di moduli in funzionamento in tutta Europa. 

La società offre inoltre una estesa garanzia di prodotto, di 15 anni, su tutto il portafoglio di moduli.



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