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martedì 28 marzo 2017

Ferrovie, Legambiente chiede tempi certi per la riapertura delle linee piemontesi sospese

"Cambiare le priorità infrastrutturali è un'urgenza. La Regione investa sui treni pendolari, nell'interesse dei cittadini e con vantaggi non solo in termini ambientali ma con ricadute positive sull'occupazione e sul turismo"


Appuntamento questo pomeriggio a bordo del Treno Verde in sosta ad Asti

 

Sono 165 mila i pendolari piemontesi che ogni giorno prendono il treno per spostarsi per ragioni di lavoro o di studio. Dal 2011 si è assistito a un calo di circa il 9,5%, una diretta conseguenza dei tagli al servizio ferroviario regionale che dal 2010 ad oggi hanno portato alla soppressione di intere linee con un taglio complessivo del servizio pari all'8,4%. Riattivare le tratte ferroviarie piemontesi chiuse, serve innanzitutto per offrire nuovamente un servizio degno di tale nome ai pendolari. Ma queste tratte rappresentano anche un importante patrimonio paesaggistico e culturale che merita di essere valorizzato e sono un'opportunità preziosa per avviare e incentivare una riconversione sostenibile all'insegna di un turismo di qualità.

 

Di questo si parlerà oggi pomeriggio ad Asti in occasione del passaggio del Treno Verde in sosta al binario 1 fino a domani, martedì 28 marzo. All'incontro dal titolo "Ferrovie Unesco: sviluppi della proposta per la riapertura delle linee ferroviarie piemontesi sospese" parteciperanno: Federico Vozza, vicepresidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta; Paolo Milanesio, staff Assessorato regionale ai Trasporti; Giovanni Currado, amministratore delegato di INFRA.TO; Marco De Vecchi, presidente dell'Osservatorio del Paesaggio Astigiano; rappresentanti delle associazioni dei pendolari.

 

"Chiediamo alla Regione di invertire finalmente il trend negativo degli ultimi anni che ha visto la chiusura di linee importanti, aumenti vertiginosi delle tariffe e un'emorragia di pendolari – afferma Federico Vozza, vicepresidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta –. Occorre aumentare gli investimenti sul trasporto ferroviario pendolare dando tempi certi per la riapertura delle linee tagliate perché puntare sui treni pendolari è nell'interesse dei cittadini, con vantaggi non solo in termini ambientali in una regione che continua a vivere una situazione critica per lo smog, ma anche di attrattività delle nostre città e dei territori, con ricadute positive sull'occupazione e sul turismo".

 

Per cambiare questa situazione occorre aumentare l'offerta di treni sulle linee, in particolare in quelle urbane più utilizzate dai pendolari e laddove sono stati cancellati o ridotti i collegamenti in questi anni. Regione e Governo centrale devono poi finalmente comprare treni, come succede in tutti gli altri Paesi europei, cambiando le priorità infrastrutturali. Nel nostro Paese si è investito e si continua a investire su grandi infrastrutture stradali ed autostradali e sull'alta velocità ferroviaria relegando le risorse residue agli interventi sulle linee ferroviarie regionali. Sono i numeri di coloro che prendono il treno ogni giorno a far capire l'importanza di invertire questo processo: 160 mila passeggeri sulle Frecce, 25 mila su Italo, 40 mila su Intercity, oltre 2 milioni e 800 mila sui treni regionali, 2 milioni e 650 mila sulle metropolitane.

 

Tra le linee chiuse a seguito dei tagli decisi dalla Regione Piemonte quella di Casale Monferrato, con la linea per Vercelli e quella per Mortara. Fino a pochi anni fa da Casale Monferrato si poteva andare a Vercelli in 18 minuti, con diversi collegamenti diretti al giorno, e si poteva andare a Mortara in 25 minuti, anche qui con diversi collegamenti attraverso una linea diretta. Oggi ci vogliono fino a due ore in entrambe le direttrici perché costretti a cambi. In alternativa ci sono i pullman, comunque più lenti del servizio treni che esisteva fino a pochi anni fa.

 

"Da tempo, insieme ai sindaci e ad altre associazioni, chiediamo la riapertura delle tratte chiuse, prime fra tutte appunto la Asti – Alba, Asti – Casale e Castagnole – Alessandria – dichiara Angelo Porta, presidente di Legambiente Valtriversa -. Parliamo di linee importanti per i pendolari del basso Piemonte, da alcuni anni tagliati fuori dal circuito regionale del trasporto su ferro. È un'occasione che non possiamo perdere, anche per dare slancio ai territori Unesco delle Langhe e il Monferrato".

 

A gennaio scorso la Camera dei Deputati ha inoltre approvato in prima lettura il progetto di Legge per l'istituzione di ferrovie turistiche e definisce un primo elenco di tratte ferroviarie da valorizzare. Si tratta di percorsi costruiti tra la fine dell'ottocento e i primi del novecento che, oltre ad attraversare luoghi ricchi di fascino e di storia, conservano, quasi intatti, importanti elementi di archeologia industriale e ferroviaria, ponti e gallerie ancora in eccellenti condizioni statiche, stazioni e magazzini dall'inconfondibile stile ferroviario italiano: infrastrutture che, in un modo o nell'altro, hanno fatto la storia del nostro Paese e che vanno assolutamente tutelati. Tra queste la ferrovia Ceva-Ormea in Piemonte.



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FINANZIARE LA RIQUALIFICAZIONE PROFONDA DEGLI EDIFICI

Virginio Trivella, coordinatore del Comitato scientifico di Rete Irene, sottolinea l'importanza che ricoprirebbe la facoltà di cedere le detrazioni fiscali anche a banche e intermediari finanziari per i privati impegnati in interventi di deep renovation. 

Perché, se sono realmente così fondamentali, queste tipologie di cessione non sono state fatte rientrate nella legge di Bilancio per il 2017?

 

Milano, 28 marzo 2017I nuovi incentivi fiscali a favore della riqualificazione energetica dei condomini figurano tra le "Misure per la crescita" indicate nella legge di Bilancio per il 2017 e testimoniano la volontà di promuovere la diffusione di queste attività, ritenute prioritarie. 

Resta però ancora irrisolto il nodo del coinvolgimento della finanza privata a sostegno degli incentivi decennali. Virginio Trivella - coordinatore del Comitato scientifico di Rete Irene, il network di aziende che della riqualificazione profonda degli edifici ha fatto la propria mission, ha deciso di approfondire la tematica della deep renovation conscio dell'importanza che rivestirebbe la possibilità di cedere le detrazioni fiscali alle banche e agli intermediari finanziari istituzionali per promuovere interventi profondi che richiedono molte risorse, di cui spesso i condòmini non dispongono.

 

Negli ultimi mesi sono state introdotte numerose novità: sono state avviate importanti iniziative per sensibilizzare i cittadini sull'importanza della trasformazione energetica degli edifici; è stato introdotto un nuovo incentivo specifico che indirizza l'attenzione sul miglioramento degli involucri per ridurre i fabbisogni di energia; è stata estesa a tutti la facoltà di cedere le detrazioni fiscali a soggetti capienti, eliminando il timore della gente di non poterne fruire ed è iniziata una seria riflessione sulla necessità di un aggiustamento dei requisiti tecnici obbligatori che, pensati per le nuove costruzioni, in molti casi si adattano con grande fatica alle riqualificazioni degli edifici esistenti, fino a renderle troppo costose e impraticabili.

 

Ma cosa accade quando si parla di deep renovation? Gli interventi in grado di ridurre anche di tre quarti il dispendio di energia degli edifici, vale a dire quelli che, se realizzati su grande scala, sarebbero in grado di ridurre entro il 2050 i consumi di energia dell'80-95% rispetto al 1990, con un tasso annuo di riqualificazione del 3% degli edifici, implicano investimenti dell'ordine di qualche decina di miliardi di euro per anno. 

Per fare questo occorre anticipare ingenti capitali, in attesa della fruizione degli incentivi decennali e della materializzazione del risparmio energetico generato dalle riqualificazioni

Oggi c'è chi si sta impegnando per ovviare a questa problematica: Rete Irene per esempio ha stipulato alcune convenzioni che consentono ai condomìni di disporre di prestiti decennali a tassi moderati, grazie alla fiducia riposta da alcune banche nella capacità degli interventi di generare risparmio. 

Ma il meccanismo potrebbe essere di gran lunga ottimizzato se, attraverso una modifica legislativa si potesse realizzare una connessione organica tra il meccanismo di incentivazione e gli strumenti di finanziamento, attraverso la cessione delle detrazioni fiscali ai finanziatori

Oggi è possibile cedere le detrazioni avendo in cambio il denaro per pagare gli interventi, ma il problema è che non è possibile cedere le detrazioni alle banche e agli altri intermediari finanziari istituzionali, cioè quei soggetti che sarebbero in grado di offrire le migliori condizioni: questo è un grave difetto del sistema, che non permette di accorciare la filiera, ridurre i costi e migliorare la trasparenza del meccanismo.

 

Virginio Trivella, coordinatore del Comitato scientifico di Rete Irene, ha approfondito ampiamente la tematica all'interno di un'intervista pubblicata sul sito http://www.reteirene.it/riqualificazione-profonda-degli-edifici/.




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Green Media Lab pedala verso la sostenibilità con le E-Bike premium di Riese & Müller



Green Media Lab pedala verso la sostenibilità
con le E-Bike premium di Riese & Müller
Milano, 28 marzo 2017Green Media Lab è il nuovo partner per le attività di relazioni pubbliche, ufficio stampa e social media strategy di Riese & Müller, tra i top brand a livello internazionale nella produzione di E-Bike di alta gamma e biciclette pieghevoli.
 
La media relation e digital company milanese avrà il compito di consolidare, attraverso un approccio strategico, la brand awareness sul mercato italiano di Riese & Müller, marchio indissolubilmente legato ai concetti di alta qualità, innovazione e design.
 
Fondata nel 1992 dagli ingegneri meccanici Markus Riese e Heiko Müller, l'azienda tedesca, nata in un garage di famiglia, si è in poco tempo affermata nel mercato internazionale della bicicletta, sviluppando un'ampia gamma di modelli, sempre ispirati dalla passione e guidati dalle esigenze della nuova mobilità.
Oggi Riese & Müller conta 170 dipendenti nella sede di Weiterstadt, che coordina direttamente lo sviluppo, la produzione e la vendita a livello europeo e globale.
 
Green Media Lab, siglando la nuova collaborazione con Riese & Müller, rafforza il proprio presidio nel settore della mobilità sostenibile, affine ai valori fondanti dell'azienda e sempre più centrale all'interno della società. L'E-Bike, in particolare, rappresenta un modello ideale per ridurre al minimo l'impatto ambientale, massimizzando efficienza, intelligenza e rapidità degli spostamenti.
RIESE & MÜLLER
Solo dalla più grande passione nascono capolavori d'ingegneria. Dal 1992 l'azienda tedesca Riese & Müller offre ai suoi clienti soluzioni per una mobilità innovativa, smart e di alta qualità.

 
GREEN MEDIA LAB
Green Media Lab è una Media Relations & Digital Company che opera nei settori lifestyle, well-being, sport e tecnologia. Presente dal 2012 a Milano e attiva in Europa, USA e Cina, Green Media Lab progetta e sviluppa strategie di comunicazione. 


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GREEN NETWORK ENERGY VINCE IL PREMIO LE FONTI

GREEN NETWORK ENERGY RICEVE IL PREMIO "LE FONTI - ECCELLENZA "


Milano, 28 marzo 2017 – Green Network Energy ha ricevuto il premio "Le Fonti" in quanto "Eccellenza dell'Anno - Innovazione & Leadership – Energia Elettrica Indipendente". La cerimonia della VII edizione dei Le Fonti Awards ha avuto luogo il 24 marzo 2017 presso Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana a Milano. La motivazione del premio a Green Network Energy  é: "Per essere un'eccellenza italiana sin dal 2003, leader nel mercato energetico indipendente.

 

In particolare per la capacità di puntare sull'Innovazione continua ponendosi come partner energetico dei grandi Clienti Industriali e affidabile interlocutore tra loro e i produttori nazionali. Per l'impegno ad adottare un comportamento corretto e trasparente verso i consumatori generando valore aggiunto mediante la qualità dei processi e le soluzioni trasversali agli standard di mercato".

La selezione è stata elaborata dal Centro Studi di Le Fonti, dall'Istituto di Scienze e Cultura con indicazioni redazionali da parte delle riviste e quotidiani del gruppo: il mensile World Excellence, il mensile Legal, diretti da Angela Maria Scullica, e il quotidiano Finanza & Diritto. La selezione è avvenuta anche sulla base di una survey diffusa presso oltre 40.000 contatti qualificati provenienti dal mondo delle imprese e delle professioni.


Giovanni Barberis, direttore generale di Green Network Energy, ha dichiarato al riguardo: "siamo felici di aver ottenuto questo prestigioso riconoscimento, che premia le migliori e più innovative realtà imprenditoriali del nostro Paese. Ciò conferma e rafforza l'impegno di Green Network Energy per una sempre maggiore trasparenza, convenienza e innovazione per i clienti e i consumatori".




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Smog e rumore, i risultati del monitoraggio effettuato ad Asti

Treno Verde di Legambiente e Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane

Asti, rumore oltre le soglie di legge in cinque punti su cinque

In città e negli altri capoluoghi già oltrepassato il bonus annuale di superamenti dei livelli di PM10

Legambiente: "Occorre ripensare il modo di vivere le nostre città: le auto continuano a farla da padrona. Serve una riorganizzazione e progettazione della mobilità nel tentativo di ridurre l'uso dei mezzi privati a favore del trasporto pubblico locale"

 

Ad Asti, così come in molte altre città del Piemonte, quella dello smog è una situazione critica ormai conclamata: ad appena tre mesi dall'inizio dell'anno ad Asti come in quasi tutti i capoluoghi piemontesi si è già oltre il bonus annuo di 35 giorni di superamento dei livelli di smog consentiti dalla legge. Ma a preoccupare è anche l'inquinamento acustico che ad Asti raggiunge livelli ben al di sopra di quelli consentiti dalla legge in tutti i punti monitorati. E anche se sembra un problema marginale, l'eccessivo rumore ha conseguenze dirette sul benessere e sulla qualità della vita e sta diventando sempre più una minaccia per la salute pubblica secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Per combattere smog e inquinamento acustico occorre un decisivo cambio di passo nel pensare lo sviluppo di una città: per questo Legambiente lancia la sua sfida alle amministrazioni delle città piemontesi per una nuova idea di mobilità che privilegi il trasporto pubblico locale; una mobilità fatta di aree pedonali e zone a traffico 30 per agevolare anche la ciclabilità nelle aree urbane.

 

È questo il bilancio del Treno Verde, la campagna di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane - realizzata con la partecipazione del Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare – che chiude la sua tappa ad Asti. I dati del monitoraggio e le proposte contro smog e rumore sono state presentate questa mattina in conferenza stampa da Mariateresa Imparato, portavoce Treno Verde; Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta; Fabrizio Bo, amministratore di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta; Giancarlo Dapavo, presidente Legambiente Asti, alla presenza di Francesca Raciti, direttore divisione trasporto regionale Piemonte Trenitalia; Alberto Maffiotti, ARPA Dipartimento di Alessandria ed Asti e Ennio Cadum, ARPA Piemonte.

 

"Come ogni anno il Treno Verde segue un programma di monitoraggio della qualità dell'aria nelle città italiane per ribadire la necessità che questa diventi una priorità di governo, a scala locale, regionale e nazionale – dichiara Mariateresa Imparato, portavoce del Treno Verde -. Le città sono, infatti, il centro della sfida climatica in tutto il mondo, perché è nelle aree urbane che si produce la quota più rilevante di emissioni. I contenuti previsti nelle misure antismog devono però essere pensati in maniera diversa e garantire un diverso modo di pianificare gli spazi nelle aree urbane, investimenti nella riqualificazione e nell'innovazione nell'edilizia e nel riscaldamento, sistemi di mobilità innovativi e investimenti sul verde urbano".

 

Che sullo smog la situazione sia critica, sia per la città di Asti che per gli altri capoluoghi del Piemonte, lo dimostrano i dati ufficiali. Anche se siamo appena a marzo, ad Asti si è già oltre il limite annuale dei 35 giorni di superamento dei livelli di smog, nelle due centraline della città (Baussano con 43 giorni e D'Acquisto con 37 giorni). Solo nelle ultime settimane, con l'arrivo della bella stagione, la situazione sta rientrando nelle normalità con valori medi giornalieri al di sotto del limite.

 

"Il traffico continua ad essere il primo responsabile della pessima qualità dell'aria che si respira ad Asti e i rilevamenti del Treno Verde testimoniano come una mobilità insostenibile abbia effetti negativi anche sull'inquinamento acustico –dichiara Giancarlo Dapavo, presidente di Legambiente Asti-. Chiediamo a chi si candida ad amministrare la città per i prossimi anni di esprimersi in modo chiaro su quali provvedimenti, qualora fosse eletto Sindaco, intenda adottare per favorire una Mobilità Nuova che metta al primo posto piedi, bici e trasporto pubblico".

 

Situazione critica anche a livello regionale dove molte città hanno già superato il bonus dei 35 giorni: le 5 centraline di Torino avevano tutte sforato il limite annuale già a fine febbraio, e nel corso dell'ultimo mese le cose sono continuate a peggiorare (Consolata 46, Grassi 51, Lingotto 43, Rebaudengo 54, Rubino 40). Ad Alessandria la centralina "D'Annunzio" ha raggiunto i 43 giorni, mentre quella di "Volta" è ferma a 34 giorni. A Vercelli la centralina "Gastaldi" ha raggiunto i 39 giorni mentre quella Coni è ferma al momento a 28. Novara (stazioni di Roma e Verdi) è arrivata a 30 e 24 giorni di sforamento, mentre le centraline di Verbania, Cuneo e Biella, pur non raggiungendo i livelli critici registrati negli altri capoluoghi, hanno registrato comunque un'inversione di tendenza negativa.

 

"I valori registrati da inizio anno nelle città piemontesi non fanno altro che confermare l'urgenza di importanti politiche antismog su cui Regione e Comuni non possono più prendere tempo -dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta-. Occorre puntare ad una forte riduzione del traffico privato nei centri urbani offrendo alternative competitive nel trasporto pubblico e nella mobilità non motorizzata. Una strada segnata, intrapresa da gran parte delle città europee che si sono poste l'obiettivo di liberare le città dalle automobili. Per questo, oltre a sollecitare la Regione ad arrivare finalmente ad un aggiornamento ambizioso del Piano regionale antismog chiediamo vengano date garanzie sui tempi di riattivazione delle linee ferroviarie sospese a partire dal 2010 che hanno obbligato tanti pendolari ad usare per i propri spostamenti quotidiani mezzi motorizzati privati, impattanti non solo sulla qualità dell'aria ma anche sul bilancio familiare".

 

 

IL MONITORAGGIO SMART DEL TRENO VERDE

 

Il monitoraggio del Treno Verde - realizzato grazie alla collaborazione con VALORIZZA brand di Studio SMA e Gemmlab, Orion, e con il contributo scientifico della Sapienza, del CNR-IIA e dell'Università IUAV di Venezia e realizzato grazie ad una strumentazione portatile che consente di misurare i valori di inquinanti atmosferici (PM10, PM2,5, PM1) e acustici non vuole sostituirsi ai controlli eseguiti dagli enti preposti, ma fornire un'istantanea, in termini d'inquinamento atmosferico e rumore, su alcuni percorsi all'interno dei quartieri delle nostre città.

Nelle giornate di domenica 26 e lunedì 27 marzo, sono state monitorati dai tecnici di Legambiente cinque punti nella città di Asti: nel Parco della resistenza in pieno centro, in corso Dante Alighieri (sia la domenica pomeriggio che il lunedì ora di pranzo), in via Gabotto – dove risiede il plesso scolastico Galileo Ferraris – e in Corso Alfieri incrocio con via Ottolenghi nella porzione occidentale della città.

Complici le ultime settimane meno congestionate dalle polveri sottili e le avverse condizioni meteo degli ultimi giorni, i dati rilevati dal monitoraggio scientifico si allineano ai bassi valori di concentrazione rilevati anche dalle centraline della città nei giorni scorsi.

Le misurazioni di inquinamento acustico invece hanno mostrano in tutti e cinque i punti di rilevazione, valori oltre i limiti previsti dal piano di zonizzazione acustica della città: anche nel Parco della resistenza (zona in Classe I – aree particolarmente protette, il cui limite è pari a 50 db), i decibel raggiunti dalla misurazione di Legambiente hanno mostrato un LAeq (l'unità di misura per le rilevazioni ambientali) di 55,3 db; fuori legge anche le due misurazioni di Corso Dante Alighieri (che rientra nella Classe III – Aree di tipo misto – del piano di zonizzazione comunale, con limite di 60db), eseguite una la domenica pomeriggio (LAeq pari a 71,3 db) e l'altra il lunedì ora di pranzo (LAeq di 76,7 db). Male i valori nelle vicinanze della scuola Galileo Ferraris, dove i decibel hanno raggiunto un LAeq di 66,7 e i valori riscontrati presso Corso Alfieri, dove l'LAeq è stato di 62,6 db, contro un limite per entrami di 60 db.  

 

Per la prima volta al centro del monitoraggio scientifico del Treno Verde è stato eseguito anche un monitoraggio sulla qualità dell'ambiente indoor, con particolare attenzione agli ambienti scolastici. Quello dell'inquinamento indoor è un problema oggi sottovalutato. Le esigenze di risparmio energetico ci spingono, sempre più, a sigillare gli ambienti, che tendono ad arricchirsi di composti inquinanti emessi da materiali, persone, prodotti. I tecnici di Legambiente insieme al circolo locale, col supporto dell'Istituto sull'Inquinamento Atmosferico del CNR e dell'Università IUAV di Venezia, hanno svolto un monitoraggio indoor di una scuola della città di Asti, l'istituto Galileo Ferraris, campionando nei 15 giorni precedenti la tappa del Treno Verde le concentrazioni dei composti organici volatili (VOC) in alcuni punti strategici dell'edificio quali aule, mensa e ambienti comuni.

L'importanza di controllare la qualità dell'ambiente interno di un edificio deriva dal fatto che gli "inquinanti indoor" possono essere originati da molteplici sorgenti e la loro concentrazione dipende oltre che dalla natura della sorgente, anche dalla ventilazione, dalle abitudini e dalle attività esercitate dagli occupanti negli ambienti interessati.

"Le campagne di monitoraggio che stiamo eseguendo durante le tappe del treno verde – dichiara Lucia Paciucci, dell'Istituto sull'Inquinamento Atmosferico del CNR, responsabile scientifico del progetto GrIN-BOX – mostrano come l'aria all'esterno sia spesso meno inquinata di quella in ambiente confinato, sebbene le concentrazioni siano al di sotto dei limiti di legge".

I Composti Organici Volatili (VOC) sono un insieme di sostanze che posso essere emessi da pitture, lacche, pesticidi, prodotti per la pulizia, materiali di costruzione e materiale per ufficio (come adesivi, marcatori, stampanti, fotocopiatrici, ecc.).

"Per quanto riguarda l'aula campionata, i valori sono in linea con quanto ci si attende per gli ambienti indoor poco inquinati: benzene con concentrazioni inferiori o simili a quelle presenti all'esterno, toluene e xileni variabili ma comunque sempre in concentrazioni molto basse. Per la mensa il discorso è differente, in quanto i VOC hanno concentrazioni maggiori - cosa che fa pensare ad un uso consistente di prodotti per pulizia. Questo non vuol dire che la qualità dell'aria rilevata non sia "buona" - occorrerebbe effettuare misurazioni e valutazioni ben più estese per capire meglio le cause – ma basterebbe areare meglio e di più gli ambienti per ridurne le criticità. La verità – conclude Paciucci – è che passiamo quasi il 90% del nostro tempo in luoghi confinati, per cui dovremmo prestare molta attenzione alla qualità dell'aria presente in tali ambienti".

 

Nell'ottica di sensibilizzare e coinvolgere i cittadini sul tema della qualità dell'aria, Legambiente sta portando avanti il progetto Captor. Finanziato dal programma Horizon 2020, Captor vede la partecipazione di otto partner internazionali, con l'obiettivo di favorire la collaborazione dal basso delle comunità locali per trovare delle soluzioni concrete al problema dell'inquinamento atmosferico, con particolare attenzione a quello da ozono, un inquinante secondario troppo spesso dimenticato ma che causa in Italia oltre 3mila morti premature. Il progetto sarà attivo anche in Piemonte: i sensori sviluppati dal progetto verranno affidati direttamente ai cittadini volontari, i quali registreranno le concentrazioni di questo inquinante nell'area in cui verranno installati e trasmetteranno in tempo reale i dati su una piattaforma appositamente dedicata. Per candidarsi è possibile visitare il sito www.legambientepiemonte.it. Ulteriori informazioni sul progetto su www.captor-project.eu.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL MONITORAGGIO DI SMOG E RUMORE AD ASTI

 

ASTI MONITORAGGIO 1

Parco della Resistenza - domenica pomeriggio

Rilevamento Acustico

Leq (db)A

55,3

Note: il punto rientra nella I classe di destinazione d'uso del territorio (Aree particolarmente protette) il cui limite assoluto di immissione diurno, in decibel, è per legge pari a 50 db.

Rilevamento Polveri sottili

Pm10 (media oraria)

µgr/mc

3

 

Rilevamento Polveri sottili n.1

µgr/mc

2,2

Piazza Campo del Palio

Pm10 (media su 10 minuti)

Rilevamento Polveri sottili n.2

µgr/mc

2,5

Piazza Alfieri

Pm10 (media su 10 minuti)

Rilevamento Polveri sottili n.3

µgr/mc

2,3

Corso alla Vittoria angolo via Rossini

Pm10 (media su 10 minuti)

ASTI MONITORAGGIO 2

Corso Dante Alighieri – Domenica pomeriggio

Rilevamento Acustico

Leq (db)A

71,3

Note: il punto rientra nella III classe di destinazione d'uso del territorio (Aree di tipo misto) il cui limite assoluto di immissione diurno, in decibel, è per legge pari a 60 db.

Rilevamento Polveri sottili – Pm10 (media oraria)

µgr/mc

5

 

Rilevamento Polveri sottili n.1

µgr/mc

2

Via De Gasperi incrocio Via Zecca

Pm10 (media su 10 minuti)

Rilevamento Polveri sottili n.2

µgr/mc

3,6

Via P.Mecca altezza Via G. Romita

Pm10 (media su 10 minuti)

Rilevamento Polveri sottili n.3

µgr/mc

2,2

Corso Dante altezza Via A.Garibaldi

Pm10 (media su 10 minuti)

ASTI MONITORAGGIO 3

via F. Gabotto - Scuola Galileo Ferraris – lunedì orario di entrata

Rilevamento Acustico

Leq (db)A

66,4

Note: il punto rientra nella III classe di destinazione d'uso del territorio (Aree di tipo misto) il cui limite assoluto di immissione diurno, in decibel, è per legge pari a 60 db.

Rilevamento Polveri sottili – Pm10 (media oraria)

µgr/mc

3

 

Rilevamento Polveri sottili n.1

µgr/mc

19,6

Piazza Primo Maggio

Pm10 (media su 10 minuti)

Rilevamento Polveri sottili n.2

µgr/mc

18,6

Corso Palestro

Pm10 (media su 10 minuti)

Rilevamento Polveri sottili n.3

µgr/mc

15,7

Via Antica Cittadella angolo corso P.Chiesa

Pm10 (media su 10 minuti)

ASTI MONITORAGGIO 4

Corso Alfieri incrocio con Via Ottolenghi – lunedì mattina

Rilevamento Acustico

Leq (db)A

62,6

Note: il punto rientra nella III classe di destinazione d'uso del territorio (Aree di tipo misto) il cui limite assoluto di immissione diurno, in decibel, è per legge pari a 60 db.

Rilevamento Polveri sottili – Pm10 (media oraria)

µgr/mc

3

 

Rilevamento Polveri sottili n.1

µgr/mc

10

Piazza S.Caterina

Pm10 (media su 10 minuti)

Rilevamento Polveri sottili n.2

µgr/mc

9,2

Piazza della Cattedrale

Pm10 (media su 10 minuti)

Rilevamento Polveri sottili n.3

µgr/mc

9

via Grassi dopo piazza S.Giuseppe

Pm10 (media su 10 minuti)

Rilevamento Polveri sottili n.4

µgr/mc

8,9

Piazza Statuto

Pm10 (media su 10 minuti)

ASTI MONITORAGGIO 5

Corso Dante Alighieri – Lunedì ora di pranzo

Rilevamento Acustico

Leq (db)A

76,7

Note: il punto rientra nella III classe di destinazione d'uso del territorio (Aree di tipo misto) il cui limite assoluto di immissione diurno, in decibel, è per legge pari a 60 db.

Rilevamento Polveri sottili – Pm10 (media oraria)

µgr/mc

6

 

Rilevamento Polveri sottili n.1

µgr/mc

9,9

Via De Gasperi incrocio Via Zecca

Pm10 (media su 10 minuti)

Rilevamento Polveri sottili n.2

µgr/mc

11,1

Via P.Mecca altezza Via G. Romita

Pm10 (media su 10 minuti)

Rilevamento Polveri sottili n.3

µgr/mc

9,1

Corso Dante altezza Via A.Garibaldi

Pm10 (media su 10 minuti)




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